Da una denuncia alla riapertura: la vittoria di un’inchiesta che ha restituito un servizio ai cittadini di Napoli

Ci sono inchieste che raccontano problemi e altre che, fortunatamente, riescono anche a contribuire a risolverli. Quella sulla sede di ABC Acqua Bene Comune di via Ventaglieri appartiene alla seconda categoria e, oggi, posso raccontare con soddisfazione un’altra vittoria ottenuta al servizio dei cittadini.
L’8 ottobre 2025 ho pubblicato la mia prima inchiesta sulla chiusura dell’ufficio di via Ventaglieri, una sede storica e fondamentale per migliaia di utenti napoletani. Da oltre due anni quegli sportelli erano chiusi, ma senza che ci fosse stata una comunicazione chiara e ufficiale ai cittadini.
Ogni giorno, decine di persone continuavano comunque a raggiungere via Ventaglieri per sbrigare pratiche, chiedere informazioni o semplicemente avere un contatto diretto con ABC. Ho incontrato anziani arrivati da quartieri lontani, cittadini provenienti da Pianura e da altre zone della città che, grazie alla Cumana, alla metropolitana e alla funicolare, trovavano molto più semplice raggiungere il centro di Napoli piuttosto che recarsi alla sede di via Argine, decisamente più difficile da raggiungere.
Anche il sito internet di ABC non aiutava a fare chiarezza. In alcuni passaggi si parlava semplicemente di una “temporanea chiusura”, una formulazione che lasciava intendere una riapertura imminente e che ha contribuito ad alimentare la confusione.
A quel punto ho deciso di approfondire la vicenda. Mi sono chiesto perché un ufficio così importante fosse chiuso da oltre due anni. Le spiegazioni non sono mai state del tutto chiare. Di personale, all’interno di ABC, ce n’era. Da alcune fonti interne emergeva persino che il problema fosse la difficoltà nel reperire dipendenti disposti a lavorare in quella sede.
Ma c’era un altro aspetto che non poteva essere ignorato: mentre l’ufficio restava chiuso, ABC continuava a pagare l’affitto dei locali. Una sede inutilizzata che costava soldi pubblici senza offrire alcun servizio ai cittadini.
Per questo motivo ho documentato la situazione con video, testimonianze e documenti, pubblicando tutto sui miei canali social e sul canale “Alessandro Migliaccio Inchieste”. Ho raccolto le carte relative al contratto di locazione e ho presentato una segnalazione alla Corte dei Conti per verificare l’eventuale spreco di denaro pubblico.
Da quel momento qualcosa ha iniziato a muoversi.
Nei mesi successivi ho continuato a seguire la vicenda, documentando ogni piccolo passo avanti: i lavori di tinteggiatura, il ripristino della fibra ottica, gli interventi all’interno della struttura. Segnali che lasciavano finalmente sperare in una riapertura.
E oggi, 6 luglio 2026, quella riapertura è diventata realtà.
La sede di via Ventaglieri ha riaperto i battenti e la gioia dei cittadini è stata evidente sin dalle prime ore. Alcuni utenti, rivedendo finalmente gli sportelli operativi, hanno addirittura offerto il caffè ai dipendenti di ABC per ringraziarli.
Una scena che fa riflettere. Perché ciò che in altre città rappresenta un servizio minimo garantito alla cittadinanza, a Napoli viene accolto quasi come un evento straordinario.
È giusto dare merito ad ABC per aver deciso di riaprire l’ufficio e di restituire un presidio importante al centro della città. Ma è altrettanto giusto ricordare il percorso che ha portato a questo risultato.
Per oltre due anni non era accaduto nulla. Poi, dopo la mia inchiesta, dopo la denuncia dello spreco di denaro pubblico e dei disagi subiti dai cittadini, in pochi mesi la situazione si è sbloccata: sono stati eseguiti i lavori necessari, è stata ripristinata la connessione, è stato finalmente assegnato il personale.
Qualcuno potrà parlare di coincidenza. Io, sinceramente, faccio fatica a crederlo.
Questa vicenda dimostra ancora una volta che il giornalismo d’inchiesta, quando viene fatto con serietà, documenti alla mano e con l’unico obiettivo di difendere l’interesse pubblico, può produrre risultati concreti.
Ed è proprio questa la soddisfazione più grande: sapere che un’inchiesta non si è limitata a raccontare un problema, ma ha contribuito a restituire un servizio essenziale a migliaia di cittadini napoletani.